Etimologia
La Grotta di Canepa è volgarmente soprannominata anche “Grotta del Bando” e deve il suo appellativo alla narrazione popolare che, in tempi ormai lontani, la indica come rifugio di un noto bandito del luogo.
Storia delle esplorazioni
Si tratta di una cavità nota da molto tempo. Il suo modesto tratto iniziale, una galleria sub-circolare in lieve pendenza di una trentina di metri, fu utilizzata durante la guerra come rifugio antiaereo. Più avanti una strettoia impraticabile ne occludeva la sua naturale prosecuzione. Fu solo nel 1987 che un gruppo di giovani speleologi diede inizio ad un viaggio sotterraneo ancor oggi non terminato, forzando il difficilissimo passaggio che immette nel“cunicolo delle sottilette” (ora di gran lunga allargato), andando ad intercettare i primi nuovi ambienti.
Da allora un succedersi di strettoie, cunicoli, frane e difficoltà legate a due passaggi allagati (sifoni) hanno caratterizzato la storia esplorativa fino ai nostri giorni. La progressione avviene perlopiù strisciando fino a circa metà grotta, (zona gialla) poi c’è un susseguirsi di sale e gallerie sempre più grandi fino all’attuale fondo (zona rossa e verde), nella sala dei Bivi, a circa 300 m dall’ingresso.
Lì un pozzo, ostruito da enormi massi, ci divide dall’imminente “West River”, un fiume sotterraneo di notevole portata di cui si sente vivo il fragore.
Raccomandazioni per la visita
La primissima parte della cavità è rappresentata da una comoda galleria per la quale non sono richieste particolari doti tecniche ed è percorribile pressoché da chiunque fino alla prima vera strettoia, in prossimità della stazione telefonica di soccorso. Oltre, per le difficoltà legate ad una progressione fatta di scomodi e tecnici passaggi, la visita è riservata ai soli speleologi. Esiste per di più un pericolo difficile da valutare non conoscendo bene il comportamento idrico della grotta, e cioè l’esistenza di due passaggi bassi che, una volta saturo il sistema a monte, possono attivarsi e sommergere completamente o in parte i cunicoli anche dopo brevi rovesci. Questi permangono comunque allagati per buona parte dell’anno, in genere nel periodo che va da metà gennaio a metà giugno.
Fauna cavernicola
Con una temperatura dell’aria di circa 13°C, soggetta ad escursioni annue limitatissime, un’umidità sempre molto elevata e la costante assenza di luce, la fauna ospitata nella grotta è rappresentata principalmente da numerosissimi esemplari di dolicopode. Vi si trovano inoltre geotritoni, ghiri e diverse specie di pipistrelli.
Speleogenesi