LA GROTTA DI CANEPA
..a cura di Fabio Bollini




Trecento metri di strettoie, due pseudo sifoni e un fiume sotterraneo con una portata considerevole anche in estate: questa è la Grotta di Canepa!
Meandro del verme, cunicolo delle sottilette, cunicolo di destra, sono alcuni dei passaggi più angusti. Dal lontano 1987 le esplorazioni del nostro gruppo si sono concentrate in questa cavità portandone lo sviluppo da pochi metri agli attuali 365. Molto in questi anni è stato fatto per rendere più agevoli i passaggi, consentendo così a più persone di aiutarci nelle difficili esplorazioni. Rimane comunque una grotta tecnica e per soli speleologi, che potrà riservare in futuro sviluppi esplorativi importanti. E' infatti ipotizzatala dai geologi, (e il comportamento dei sifoni lo confermerebbe) la presenza idrica di bacini sotterranei più a monte, sotto il blocco calcareo del Titano, lasciando così presagire gallerie e ambienti più grandi.


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IL PROGETTO

1. Nell'ambito di un progetto del nostro gruppo, finanziato dallo stato sammarinese, è in fase di realizzazione un plastico dettagliato della cavità, che troverà la sua collocazione nel contesto del Parco dei Mulini, a poche decine di metri dalla grotta (vedi foto).

2. Il progetto esplorativo invece, va avanti a più livelli: è stata necessaria una prima fase di allargamento dei punti più stretti, ora per arrivare al fondo della grotta si impiega un quinto del tempo che ci voleva prima, e di posizionamento della linea telefonica oltre i sifoni. Daremo ora precedenza alla disostruzione della frana terminale, un pozzo articolato, ostruito da giganteschi massi di crollo, che ci divide dall'ormai imminente West River, il corso d'acqua sotterraneo di cui si sente vivamente la presenza a pochi metri di distanza, grazie al suo potente fragore.

 
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Etimologia
La Grotta di Canepa è volgarmente soprannominata anche “Grotta del Bando” e deve il suo appellativo alla narrazione popolare che, in tempi ormai lontani, la indica come rifugio di un noto bandito del luogo.

Storia delle esplorazioni
Si tratta di una cavità nota da molto tempo. Il suo  modesto tratto iniziale, una galleria sub-circolare in lieve pendenza di una trentina di metri, fu utilizzata durante la guerra come rifugio antiaereo. Più avanti una strettoia impraticabile ne occludeva la sua naturale prosecuzione. Fu solo nel 1987 che un gruppo di giovani speleologi diede inizio ad un viaggio sotterraneo ancor oggi non terminato, forzando il difficilissimo passaggio che immette nel“cunicolo delle sottilette” (ora di gran lunga allargato), andando ad intercettare i primi nuovi ambienti.
Da allora un succedersi di strettoie, cunicoli, frane e difficoltà legate a due passaggi allagati (sifoni) hanno caratterizzato la storia esplorativa fino ai nostri giorni. La progressione avviene perlopiù strisciando fino a circa metà grotta, (zona gialla) poi c’è un susseguirsi di sale e gallerie sempre più grandi fino all’attuale fondo (zona rossa e verde), nella sala dei Bivi, a circa 300 m dall’ingresso.
Lì un pozzo, ostruito da enormi massi, ci divide dall’imminente “West River”, un fiume sotterraneo di notevole portata di cui si sente vivo il fragore.

Raccomandazioni per la visita
La primissima parte della cavità è rappresentata da una comoda galleria per la quale non sono richieste particolari doti tecniche ed è percorribile pressoché da chiunque fino alla prima vera strettoia, in prossimità della stazione telefonica di soccorso. Oltre, per le difficoltà legate ad una progressione fatta di scomodi e tecnici passaggi, la visita è riservata ai soli speleologi. Esiste per di più un pericolo difficile da valutare non conoscendo bene il comportamento idrico della grotta, e cioè l’esistenza di due passaggi bassi che, una volta saturo il sistema a monte, possono attivarsi e sommergere completamente o in parte i cunicoli anche dopo brevi rovesci. Questi permangono comunque allagati per buona parte dell’anno, in genere nel periodo che va da metà gennaio a metà giugno.    

Fauna cavernicola
Con una temperatura dell’aria di circa 13°C, soggetta ad escursioni annue limitatissime, un’umidità sempre molto elevata e la costante assenza di luce, la fauna ospitata nella grotta è rappresentata principalmente da numerosissimi esemplari di dolicopode. Vi si trovano inoltre geotritoni, ghiri e diverse specie di pipistrelli.

Speleogenesi


 

RINGRAZIAMENTI
Vorrei ringraziare in questa pagina tutti coloro, "chi più chi meno", mi hanno aiutato in questi anni a proseguire nelle varie fasi esplorative:

 

  1. Andrea Bonci (Cani Sciolti)
  2. Francesca Bonci (Cani Sciolti)
  3. Paolo Giannoni (Gruppo Speleologico Sammarinese)
  4. Boris Pelliccioni (Gruppo Speleologico Pipistrelli RSM)
  5. Andrea Fiorini (Gruppo Speleologico Pipistrelli RSM)
    Federico Bacilieri
    (Cani Sciolti)
  6. Busto (G.S.P.G.C.) Reggio Emilia
  7. Loretta Stefanelli (Gruppo Speleologico Sammarinese)
  8. Gabriele Giardi (nessun gruppo)
  9. Italo Volpinari (Cani Sciolti)
  10. Stefano Ronci (Gruppo Speleologico Pipistrelli RSM)
  11. Alberta "Rimini" (nessun gruppo)
  12. Stefano Casali (nessun gruppo)
  13. Massimiliano Tognacci (nessun gruppo)
  14. Manuel Casadei "Asso" (nessun gruppo)
  15. Michele Pelliccioni (nessun gruppo)
  16. Francesco Bollini (Cani Sciolti)
  17. Davide Cardinali (nessun gruppo)
  18. Sara Rossini (nessun gruppo)
  19. Alessandra Chiarelli (nessun gruppo)
  20. Alberto Conti (Cani Sciolti)
  21. Cristina Marsi (nessun gruppo)
  22. Luigi Mancini (Gruppo Speleologico Sammarinese)
  23. Fabio Maroncelli (nessun gruppo)
  24. "Geco" - Jacopo - (nessun gruppo)
  25. Paola "Rimini" (nessun gruppo)
  26. Sectorello (Cani Sciolti)
  27. Giovanni Palombini (Cani Sciolti)
  28. Giuliano Guidi (Gruppo Speleologico Città di Senigallia)
  29. Stefano Cavallari (Gruppo Speleologico Città di Senigallia)
  30. Marco Berluti Lorenzini (Gruppo Speleologico Città di Senigallia)
  31. Davide (Gruppo Speleologico Urbinate)
  32. Filippo Felici (Gruppo Speleologico Urbinate)
  33. Claudio (Gruppo Speleologico Urbinate)
  34. Gabriele (nessun gruppo)
  35. Sara "RSM" (nessun gruppo)

 

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