VALLON DE LA BENDOLA


Grandiosa gola scavata nel bianco calcare delle Alpi Marittime, una delle più lunghe discese d’Europa con i suoi 16 km di sviluppo e 1525 m di dislivello. Anche se tecnicamente non ha mai passaggi troppo impegnativi rimane comunque un itinerario da non sottovalutare se non si è particolarmente allenati. Superata la prima parte verticale con numerose calate (la più alta delle quali di 39 metri) si raggiunge la zona del bivacco, per chi intendesse dividerla in due giorni, poi una lunga parte orizzontale alternata da numerose vasche ed infine 3 km fantastici da percorrere quasi interamente a nuoto in lunghi corridoi allagati davvero suggestivi.



Periodo
Da Maggio a Luglio
Dati
Ingresso 1955
Uscita 430
Dislivello 1525
Sviluppo 16 km.
Interesse bella
Difficoltà molto difficile
Acquaticità (legenda)
Impegno fisico (legenda)
Numero calate Calate 43 Pił alta 39 mt
Corde 2 da 40 mt
Ancoraggi Ottimi
Vie di fuga Si
Tempi Navetta 32 km
Avvicinamento 30'
Progressione 13 h
Ritorno 1 h
Materiale Muta completa
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Guida consigliata Canyoning in Francia 
Alpi Marittime, Alta Provenza, Vercors e Brianconnais
ATTENZIONE

La forra è molto scivolosa e data la sua lunghezza è importante valutare il numero e la preparazione delle persone che compongono la squadra. E' possibile farla anche in giornata con una squadra veloce ed esperta, diversamente si potrà bivaccare a circa metà percorso.

 
Accesso consigliato

A valle: da Ventimiglia seguire le indicazioni per Limone Piemonte, Val Roya. Risalire la valle entrando così in territorio Francese, superare il paese di Roya e subito dopo una galleria deviare a dx per Saorge. Risalire la strada per alcuni chilometri fino a raggiungere un secco tornante a sx in corrispondenza del quale parte uno sterrato sulla dx con divieto di transito. Qui potrete abbandonare l’auto.

A monte:
ora tornando indietro proseguire risalendo la valle verso il Colle di Tenda, superare Fontan e dopo qualche chilometro voltare a dx per La Brigue. Superare il paese, proseguendo sempre dritto seguendo per il monastero di Notre-Dame des Fontaines. Ora su sterrato seguire sempre la pista principale (Route de l'Amitiè), ad un trivio proseguire dritto in salita e poi su fino al colle. Raggiunto lo sterrato, spartiacque fra Italia e Francia, deviare a dx e proseguire ancora per alcuni chilometri fino alle Caserme di Marta, dei vecchi contrafforti della prima guerra mondiale dove si posteggia l’auto. Da li a piedi si scende sulla riva sx su traccia superando un pezzo di bosco per poi scendere direttamente nel greto (circa trenta minuti) fino ad arrivare sulla prima breve verticale.

Ritorno:
uscire a dx al secondo ponte che si attraversa e poi superare lo stesso e proseguire su sentiero per qualche minuto fino a raggiungere uno sterrato. Proseguire in salita su strada fino a ricollegarsi con la via che sale a Saorge, nel tornante dove avrete posteggiato precedentemente l’auto.

 

FOTO E VIDEO
 
LA FINE DEL MALOCCHIO!

Devo dire che non mi era mai capitato di rimandare così tante volte una discesa di un canyon come è successo con la Bendola. Finalmente al quarto tentativo siamo riusciti a portare a termine questa mitica discesa che i Francesi esaltano tanto. L’odissea però è comincia alcuni anni fa con una serie interminabile di sfortune, per non chiamarle sfighe, per non chiamarlo malocchio .. quando, tutti pronti nel giugno del 2008 e belli carichi per l'uscita ci dirigevamo verso la Francia ma dopo appena un ora di viaggio FONDIAMO IL MORORE DEL FUORISTRADA in autostrada e cavolo, tutti a casa! L'anno successivo stiviamo al massimo la radiomacchina dell’amico Radio e proviamo nuovamente nell'impresa, ma dopo alcune ore di viaggio un incidente fra due camion ci tiene bloccati per cinque fottute ore in autostrada, arriveremo al parcheggio basso della forra alle sei della mattina cotti come dei salami e senza aver dormito niente. Ovviamente avendo solo un giorno a disposizione anche quella volta ci saltò e ci dedicammo ad altro. Considerando che non c’è due senza tre l’anno dopo tutto è pronto, tutto è perfetto, meteo, navetta, organizzazione, ecc, ma mentre saliamo lungo l’unico sterrato utilizzabile (le slavine infatti nel 2010 avevano spazzato via un pezzo di strada che si utilizzava normalmente) ci areniamo con la macchina, che questa volta non è un fuoristrada, non riuscendo a superare le spaccature aperte dalle piogge primaverili, niente da fare!
Ma quest’anno no, tutto è andato magnificamente, ci eravamo presi tutti un mese di ferie per non correre rischi ma non abbiamo avuto problemi. La compagnia era ottima, eravamo in quattro: io, Sectorello, Riky e il mitico Romy al suo secondo Canyon; la Bendola infatti è consigliatissima a chi deve iniziare a fare torrentismo!! Intorno alle 20:00 di venerdì siamo già alle Caserme di Marta dispersi nelle nebbie della giornata chiedendoci da che parte dovremo scendere il giorno dopo.. non si vede una mazza.. ma costi quello che costi questa volta si va anche sotto la grandine, ormai è una questione di principio! In serata tuttavia una breve schiarita ci fa prendere visione sulla valle. Durante la notte mettiamo la testa fuori dalle tende e ci accorgiamo che il cielo si è schiarito completamente e c’è una luna piena fantastica! Decidiamo così di svegliarci un po’ prima ed entrare nel canyon con quella magica luce lunare che rende tutto così speciale, non possiamo perdercela e alla 4:20 iniziamo a scendere.. Dopo una ventina di minuti siamo già all’attacco del primo salto, un quarto d’ora di pausa per la colazione e poi andiamo a bagno nelle prime vasche, ma non doveva essere secca la prima parte? Probabilmente le piogge dei giorni scorsi hanno contribuito a far si che ci sia scorrimento anche nella parte superiore. E' fantastico scendere con questa penombra .. Piano piano poi arriva l’alba e dalla semioscurità della luna si passa al chiarore dell’alba che si riflette sui magnifici calcari bianchi della Bendola. Scendiamo la lunga serie di calate intervallate solo da qualche bella vasca e qualche tuffo e procediamo veloci sulle corde da 8 mm che ci siamo portati per essere più leggeri, arriveremo al bivacco per le 11:30. Mangiato qualcosa, continuiamo senza mai correre troppo e godendoci la discesa fra una battuta e l’altra e senza tuttavia abbandonare Romeo, che si sta comportando benissimo nonostante sia il suo secondo canyon ..
Alle 14:15 arriviamo così al primo ponte che contrassegna l’inizio della parte più bella e divertente, completamente acquatica e lunga tre chilometri. Dopo 12 ore di progressione (soste comprese) siamo alla fine, ci guardiamo negli occhi e ci diciamo che il malocchio è finalmente finito!

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