GORGAS NEGRAS


Una gola imponente, stretta fra pareti altissime, probabilmente la più impegnativa e selvaggia della Sierra. L'ambiente isolato e maestoso è raggiungibile solo dopo un estenuante marcia di avvicinamento attraverso le Gole del Mascun e l'altopiano soprastante. Le difficoltà tecniche dipendono molto dalla portata, ma scesa in piena estate e con un flusso idrico minimo non presenta dal punto di vista tecnico particolari problemi.



Periodo
Da Maggio a Luglio
Dati
Ingresso 870
Uscita 650
Dislivello 220
Sviluppo 5000 m.
Interesse imperdibile
Difficoltà difficile
Acquaticità (legenda)
Impegno fisico (legenda)
Numero calate Calate 5 Pił alta 15 mt
Corde 2 da 20 mt
Ancoraggi Sufficenti
Vie di fuga No
Tempi Navetta 2 km
Avvicinamento 3 h
Progressione 5 h
Ritorno 1,5 h (proseguendo per il Barrazil)
Materiale Muta completa. In caso di grossa portata: corda da lancio, sacco d'armo e una corda da 60 metri.
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Guida consigliata Canyonisme LA SIERRA DE GUARA  di Patrick Gimat
ATTENZIONE
La forra è molto impegnativa dal punto di vista fisico, non va quindi sottovalutata in quanto a resistenza personale. Non presenta tuttavia molti passaggi tecnici se affrontata con lieve scorrimento.
 
Accesso consigliato

A valle: dalla frazione di Rodellar seguire verso Huesca per qualche chilometro fino a trovarsi sulla destra la strada che scende al Camping di El Puente. Li potrete abbandonare la macchina.

A monte:
ora, tornando a Rodellar, posteggiare poco prima del paese negli spazi consentiti e superato il piccolo borgo imboccare il sentiero segnalato (indicazioni Otin e Gorgas Negras). Seguire la traccia fino ad imboccare sulla sinistra la deviazione che scende nella Gola del Mascun, risalire quindi il magnifico torrente fino a superare la risorgente (sulla dx) e il magnifico arco naturale “Il Delfino”. Poco oltre abbandonare l’alveo del Mascun per risalire sulla sinistra il Barranco d’Andrebot, un tortuoso sentiero che sale in direzione di Nasarre, un antico borgo ormai abbandonato e piuttosto suggestivo situato sull’altopiano. Giunti sull’altopiano quindi, ad un bivio seguire a sinistra (andando a destra per pochi metri invece, potrete ammirare il Dolmen di Losa Mora) fino ad arrivare al villaggio abbandonato di Nasarre. Superato interamente il borgo vi affaccerete in lontananza sul magnifico scenario delle Gole del Gorgas Negras.
 Scendete così districandovi fra le numerose tracce e tenendovi sulla destra, imboccando infine una pista che inizialmente corre in mezzo alla radura, per poi entrare in un secondo momento nel fitto bosco. Poco oltre giungerete l’ansa del torrente dove ha inizio l’itinerario.         

Ritorno:
raggiunta una radura con evidenti impronte di bestiame (Pardina de San Cristobal) potrete decidere se imboccare il sentiero che risale a sinistra verso Rodellar (un ora e mezzo circa) o scendere invece, come consigliamo il Barrazil, dove senza troppe difficoltà, ma con numerosi attraversamenti di magnifici laghi (l’ultimo di 350 metri) giungerete infine al ponte presso il campeggio dove avrete posteggiato l’auto.


 
CONDIZIONI DA HYDROSPEED


Giovedì 25 aprile 2012 dopo un'estenuante marcia di avvicinamento raggiungiamo l'attacco del Gorgas Negras, una gola imponente e selvaggia dispersa nel cuore della Sierra. Le sue condizioni però sono al limite, ma ci scoccia davvero tornare sui nostri passi e doverci rifare nuovamente tutta quella strada. Calcoliamo almeno 500 litri d'acqua al secondo e in effetti più che un torrente, il canyon è un fiume impetuoso, probabilmente con l'hydrospeed sarebbe stato meglio. Andrea però ha già percorso questo itinerario non molto tempo prima e dice che potremmo farcela prestando ovviamente molta attenzione. E così, dopo non poche esitazioni arriviamo al punto di non ritorno e l'avventura ha inizio. Usciremo stremati quasi tredici ore più tardi (avvicinamento incluso) dal Barrazil, ormai al tramonto, dopo aver superato pozze rotanti, gorghi, strettoie e aggirato diversi sifoni.


 


FOTO E VIDEO
 
 





 

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