DESCRIZIONE
*Per scelta, la descrizione di questo itinerario (come per altri su questo sito) sarà sintetica ed essenziale. Crediamo infatti che l’emozione e l’avventura siano maggiori se come abbiamo fatto noi il percorso andrà ricercato studiando le carte e districandosi fra le indicazioni lasciate. Il percorso sia chiaro è inteso come lo abbiamo percorso, integrale e senza scorciatoie.
1° GIORNO: Con partenza dal paesino di Cicogna, dove ha sede il punto info del parco e dove potrete inoltre acquistare le carte e prendere informazioni sul percorso, si segue (poco sotto) il sentiero per il fantastico borgo abbandonato di Pogallo. Attenzione, il percorso lastricato iniziale ben segnalato andrà abbandonato in prossimità del secondo bivio che incontrerete sulla destra, quindi seguendo le indicazioni rifugio Pian Cavallone, Tregugno, La Soliva.
* Variante con percorso più breve stessa destinazione (3 ore) 1° bivio a destra.
Si segue fedelmente così il tracciato, ben segnalato, che scende e supera il fiume, supera poi un buon dislivello e raggiunge infine un borgo disabitato (La Soliva). Ora il sentiero si fa meno ripido ma più intricato, tagliando a mezza costa tutta l'intera e selvaggia valle del Morgin per risalire fino ad intersecare, dopo circa 5,30 ore il sentiero di cresta (La Pascola) dove svoltando a destra, in breve, si raggiunge inizialmente una cappella (bivacco) e poco sotto il rifugio Pian Cavallone (m. 1528) dove potrete pernottare.
Partenza: Cicogna
Arrivo: Rifugio Pian Cavallone
Durata: 6 ore
2° GIORNO: Tornando ora sui vostri passi, superare nuovamente la cappella e riprendere il sentiero percorso il giorno precedente per circa una ventina di minuti. Raggiunta nuovamente l’intersezione con la traccia di salita seguire ora il tracciato (sempre ben segnalato) costeggiando fino ad una forcella, la Forcola. Seguendo sempre la stessa segnaletica bianca e rossa procedere lungo il ripido pendio per raggiungere dopo circa 1 ora Pizzo Marona, con la sua cappella (bivacco). Ancora sulle tracce e in circa 1,5 ore giungerete in vetta al Monte Zeda (m. 2156). Da li potrete godervi il magnifico panorama di creste sul meraviglioso anfiteatro dove si inerpica il sentiero Bove. Seguendo ancora i segni rossi e mantenendosi sempre in cresta (evitando ogni bivio) ora inizia una lunga cavalcata fra ripidi pendii, tratti attrezzati con catene e canali che vi condurranno nel giro di alcune ore al Passo delle Crocette.
In questo punto in caso di tempo instabile scendendo a destra potrete raggiungere il bivacco Lidesh, oppure proseguendo oltre, in prossimità della Bocchetta di Terza, sulla sinistra potrete individuare la traccia (senza segnaletica) che scende al Bivacco Parco Nazionale della Val Grande. Continuando invece sull’itinerario, che da ora in poi si fa molto più impegnativo, proseguire sempre sulla traccia principale fino al primo vero passaggio tecnico del percorso, un canalino attrezzato da superare in arrampicata, da evitare assolutamente in presenza di ghiaccio e oltre il quale vi aspetta una ripidissima scarpinata fino ad una cengia, poco sotto cima Marsicce. Attenzione, affrontate questo tratto solo se vi sono tutte le condizioni di sicurezza, si tratta infatti di un percorso in quota, fra cime e creste che in caso di maltempo vi lasceranno ben poche possibilità di fuga. Seguendo però fedelmente i segni bianchi e rossi riuscirete nel giro di 3 ore circa a raggiungere il Bivacco Alpe Scaredi dove potrete comodamente pernottare!
Partenza: Rifugio Pian Cavallone
Arrivo: Bivacco Alpe Scaredi
Durata: 12 ore
3° GIORNO: Tornando nuovamente sui vostri passi (20 minuti circa) riprendere la traccia che sale a Cima di Campo e le sue creste e al magnifico bivacco che si erge sulla Strette delle Case (m. 1996). Superarlo e proseguire per alcune centinaia di metri mezza costa fino ad una forcella dove occorrerà scendere il ripido pendio a sinistra per poi districarsi su passaggi chiave in parete (spesso protetti). E' qui che non dovrete farvi ingannare dalle tracce che spesso dipartono dal sentiero principale (sentieri delle capre) e cercare così i giusti passaggi in parete che vi permetteranno infine di superare le incredibili ed articolate creste davanti a voi. Se avrete indovinato la strada corretta vi troverete così davanti all'ultima forcella della Corona di Ghina, oltre la quale vi aspetta una lunga ed estenuante discesa fra ripidi prati e piu a bassa quota antichi ruderi di montagna (un tempo abitati). Pertanto dalle rovine di Cavrua (m. 1410) arriverete poi a quelle di Pogallo Dentro (m. 865) e li dovrete fare attenzione a non perdere la traccia. Poco prima delle rovine infatti, dovrete svoltare a destra ad un bivio poco visibile, che corre mezza costa per alcune centinaia di metri. Attenzione ad abbandonare anche questa traccia poco dopo, in prossimità dell'ennesima biforcazione (ancora meno visibile e a sinistra) che scende con deboli segni rossi al fantastico borgo di Pogallo. In questo tratto come riferimento potrete seguire un piccolo tubo nero dell'acqua. La traccia tuttavia oltre il tubo si perde, ma scendendo ancora dritti per dritti giungerete infine poi ad affacciarvi sul piccolo borgo. Superato il quale, un comodo sentiero lastricato vi condurra in 1,5 ore nuovamente a Cicogna. Buon Divertimento!
Partenza: Bivacco Alpe Scaredi
Arrivo: Cicogna
Durata: 9 ore
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