DESCRIZIONE
* Per scelta, la descrizione di questo itinerario sarà sintetica ed essenziale. Crediamo infatti che l’emozione e l’avventura siano maggiori se come abbiamo fatto noi il percorso sarà ricercato con l’intuizione, piuttosto che seguendo dettagliate descrizioni. Tutto il tragitto infatti è costrassegnato da ometti di pietra e piccoli indizi che renderanno molto più divertente scoprirlo scovando queste labili tracce.
Dal parcheggio delle Gole dell’Infernaccio a q. 850 m circa (posteggiare in prossimità della sbarra) scendere lungo lo sterrato che raggiunge in breve “Le Piscarelle”, dove se vorrete potrete rinfrescarvi con una fredda doccia al ritorno dall’escursione. Continuare a seguire fedelmente il sentiero/sterrato che si inoltra nelle gole per circa un oretta, evitando di salire a destra per l’Eremo di San Leonardo, fino a quando la traccia si mette in piano e la valle si apre decisamente (siamo q.1100 m circa).
A questo punto “attenzione”, siamo nel punto più critico di tutto il percorso, dove occorre risalire subito sulla destra alcuni prati e inoltrarsi nella vegetazione fino ad affacciarsi sul Fosso della Cerasa, un canale ingombro di vegetazione. Senza scenderlo andrà risalito fedelmente sulla sinistra fino ad uscire nuovamente dal bosco ed incrociare dopo circa un centinaio di metri, in mezzo ad una piccola radura un ometto di pietra piuttosto evidente. Siamo all’inizio del Sentiero delle Capre che si inoltra immediatamente sulla destra in mezzo alla vegetazione e seguendo con attenzione le tracce di questa pista che risale bruscamente il pendio, nel giro di un quarto d’ora circa sarete alla partenza vera e propria, con i primi balconi.
Da qui inizia il vero divertimento e fra passaggi aerei e strapiombi sul fondovalle la traccia prosegue inizialmente mezza costa fino ad un primo sperone, dove occorre salire bruscamente a sinistra e continuare a seguire gli ometti che ci accompagneranno lungo tutto il percorso. Indicativamente la traccia prosegue a tratti incerta, a tratti più evidente, incisa nella roccia, in mezzo al bosco, ma quasi sempre a ridosso delle ripide pareti sopra le nostre teste.
Si superano guglie, scavernamenti ed anche un piccolo cancello in legno di contenimento per le capre, fino a giungere nel punto chiave dell’itinerario. Traversando alcune cenge infatti, aiutati da un corrimano con cavo d’acciaio, occorre effettuare una calata in corda doppia su anelli fissi (in ottimo stato) sul terrazzamento sottostante. La calata è lunga circa una quindicina di metri, ma meglio avere con se una quarantina di metri di corda per spostarsi poi in relativa sicurezza fino al ballatoio successivo. Occorre infatti appena effettuata la discesa, risalire subito il pendio sulla parte opposta fino ad un terrazzamento.
L’itinerario prosegue ancora su esposte cenge e grandiosi anfiteatri superando canali e parti boschive per un'altra oretta circa fino ad una comoda ed esposta piazzola da cui sarà possibile avvistare il suggestivo Eremo di San Leonardo.
Ora la traccia scende nel bosco e prosegue dapprima in discesa poi con una serie di sali/scendi arriva infine all’Eremo (45 minuti circa). Fare sempre attenzione agli ometti in pietra e alle evanescenti tracce nel bosco. Giunti all’Eremo, si scende comodamente per il classico sentiero che riporta a collegarsi con l’itinerario iniziale nel fondovalle.
Buon divertimento!
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