NEVERA DEL TRATTURELLO
 
_____________Esplorazione in corso______________

Un mostro dormiente si cela da queste parti, ce ne accorgemmo subito quando a fine 2006 la nostra attenzione si focalizzò in questa zona, enormi doline ed alcuni vistosi fenomeni ipogei, erano chiari indizi che lasciavano presagire un sistema sotterraneo molto più dilatato. E così con la Nevera iniziarono le prime incredibili scoperte..

Nome grotta: NEVERA DEL TRATTURELLO
Quota di ingresso: 1632 mt
Area: A
Coordinate: datum:wgs84: 41°51'37.40"N - 13°42'6.90"E
Direzione dell'aria Aspira (inverno)
Temperatura dell'aria 2,4° a -150 (1° all'ingresso)
Rilievo: ---- -in fase di realizzazione-



- CRONACA DI UN'ESPLORAZIONE -
.......................................................................... ........... a cura di Fabio Bollini

A 1632 metri di quota si apre una cavità nota da tempo, con una temperatura di circa 1 grado (all'ingresso) e impostata su una spaccatura verticale. Rivisitata in più occasioni, si è rivelata subito interessante per una sua peculiarità: a renderla unica infatti è la presenza al suo interno di un deposito di ghiaccio perenne, unico caso così clamoroso in Appennino a quelle quote. Ispezionandone le diramazioni si è subito condivisa l’idea che da un piccolo meandro laterale dal quale fuoriusciva una gelida corrente d’aria potessero esserci sviluppi esplorativi.
12 luglio 2007 In una interminabile giornata, da soli, superiamo otto metri di uno stretto meandro oltre il quale una saletta si affaccia direttamente su un'incredibile verticale di 37 m. E' il primo pozzo del nuovo abisso: per la sua bellezza lo chiamiamo subito "Che spettacolo!"
21 luglio 2007  Scendiamo il pozzo iniziale e capiamo subito di essere di fronte a qualcosa di complesso ed articolato. Ignorando alcune finestre scendiamo seguendo la via più ovvia, un altro salto da 25 e poi uno da 8 e sfortunatamente l’unica corda da 100 m che ci eravamo portati termina in una saletta. Gettato un sasso oltre il ciglio l’euforia sale alle stelle: la grotta continua e alla grande! Sotto di noi stimiamo altri 50 m di verticale.
28 luglio 2007  Meglio equipaggiati ci apprestiamo ad armare il 50. Sotto la frattura è enorme e allungata. Da un lato un enorme camino dà adito ad un rigagnolo che si perde sotto di noi in una vasca. Tutto è ampio. Ma non c’è più tempo, siamo bagnati, l’umidità, la temperatura che qui è di circa 2,4 gradi e la notevole corrente d’aria ci costringe a tornare velocemente in superfice. Una breve occhiata al proseguo e poi via nuovamente verso casa pieni di buone speranze...
4 agosto 2007  Paradossalmente la scoperta invece di amalgamare ed unire, divide e crea manie di esclusività e protagonismo (leggi sotto a "Un analisi necessaria"). Una collaborazione che avevamo instaurato con un gruppo di pseudo-speleologi capitanati dal "Signore di Costacciaro" si sfalda quando capiamo che, chi malauguratamente abbiamo coinvolto vuole appropriarsi della scoperta con atteggiamenti totalitari da padrone delle grotte!. Il pretesto capriccioso e futile ci fà così semplicemente interrompere i rapporti con questi personaggi, sicuramente non nuovi al mondo della speleologia per le loro abitudini. Non polemizzeremo oltre, l'entusiasmo e la consapevolezza di aver davvero esplorato ci saziano e ci appagano! E le grotte poi lo sappiamo, non appartengono a nessuno!
9 Agosto 2007 Riorganizzati e a più riprese torniamo in grotta per continuare il rilievo e proseguire nell'esplorazione. Risaliamo un ramo parallelo, un camino da 30 mt e ci infiliamo nel fetidissimo Chiavatappi, un meandro stretto, bagnato e fangosissimo che gira su se stesso come un cavatappi fino a tornare sulla stessa verticale, a circa una ventina di metri sopra il punto da dove eravamo entrati. Ma le soddisfazioni più grandi arriveranno da una finestrella a -120 mt. circa, oltre la quale con la forzatura di uno stretto meandrino bagnato ci affaccieremo su un incredibile pozzo parallelo (ora sappiamo di 130 metri) il più bello e ampio di tutta la grotta, che termina su un magnifico e profondo lago.. La volta successiva poi, grazie ad una finestrella alla base del p.37 riusciremo a calarci nel 130 da molto più in alto..

Le esplorazioni continuano e successivamente sopra il p. 130 tramite alcune risalite,intercettiamo una via per un secondo ingresso della Nevera, il collegamento con Little Dragon sembra ormai ovvio.. Ma le solprese non finiscono qui, recentemente abbiamo trovato un p.50 che sfortunatamente però torna sul secondo fondo di -160. Abbiamo però in compenso trovato il fiumiciattolo responsabile del riempimento dell'enorme lago del secondo fordo.

...aggiornato al 30 novembre 2010

Considerazioni finali: in ultima analisi, in un vasto quadro di ricerca come quello iniziato, vorremmo fornire nel tempo un’adeguata documentazione così da rendere comprensibile e fruibile la complessità dei fenomeni che ghiaccio e acqua hanno apportato a quest’area.

.. UN'ANALISI NECESSARIA!

Abbiamo voluto raccontare, ma sopprattutto documentare progressivamente in questa pagina tutte le varie fasi esplorative poichè è incredibile come una scoperta del genere possa far perdere la testa a qualcuno, appropriandosi chissà perchè di un'esplorazione come se l'avesse fatta lui. Così è stato infatti per la Nevera, se digitate su internet "Nevera del Tratturello" vi compariranno un paio di gruppi che si contendono il primato di primi esploratori della grotta (Gruppo Speleologico Gualdo Tadino e CENS). Forse gli tira il culo non aver mai trovato nulla da queste parti, o forse qualcuno pensava addirittura ad un risvolto economico della cosa, o forse semplicemente vorrebbero far sapere alla speleologia italiana che esistono anche loro.. Lasceremo giudicare a voi dalle immagini .. noi ci siamo fatti il mazzo per passare, senza il loro aiuto, e NOI c'eravamo davvero e le emozioni di quella giornata ce le ricordiamo bene.. Guardatevi il filmato direttamente su YouTube!

 

 

 

 

Relax dopo un uscita nel congelatore
 

Il ghiacciaio perenne all'interno della cavità
 

Mimmo in uscita dopo una punta disostruttiva
 

L'ingresso
 

L'enorme pozzo oltre il meandro ghiacciato
 

Il meandro di accesso alla parte verticale
 

La folta vegetazione presente da queste parti nasconde tutt'ora moltissimi accessi a mondi sconosciuti
che aspettano di essere esplorati, ma arrivare fin lassù prevede dure marce di avvicinamento

 

Mimmo impegnato a trascinare il sacco lungo il meandro
 

Mimmo al bivio del p25 o p130
 

Esterno: le rovine fantasma del vecchio paese di Lecce nei Marsi, arroccato da queste parti
 

Andrea alla partenza del p130
 

Maurizio verso il camino di Little Dragon
 


 


 


 

 

 

c o o r d i n a m e n t o ... o. r. s. a.

 

 

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