D I E C I P E C O R A
 
_____________Esplorazione in corso______________

L'incredibile ingresso della nuova grotta, scoperta e immediatamente iniziata ad esplorare a dicembre 2008 in occasione del 10° campo (5° in invernale). La cavità è a quasi 1800 metri d'altitudine, in una zona piuttosto impervia e in cui sono necessarie alcune ore di avvicinamento per giungervi. L'organizzazione in questi casi diventa importantissima, infatti i pericoli maggiori non sono tanto in fase esplorativa, ma per l'appunto sulla via di ritorno dove, in caso di maltempo, si sarebbe obbligati ad una permanenza forzata presso la grotta stessa.

Nome grotta: DIECIPECORA (non chiedetemi il perchè ..)
Quota di ingresso: 1772 mt
Area: A
Coordinate: ---- (datum USB 84) -al momento non fornite-
Rilievo: ---- -in fase di realizzazione-


 


........- TRA NEVE GHIACCIO E LAGHI - .
.........................................................................................a cura di Fabio Bollini

L'esplorazione del tormentato e difficile territorio montuoso abruzzese è stata tecnicamente possibile soprattutto grazie allo studio delle immagini satellitari. In una serie di eventi particolarmente fortunosi ci imbattemmo in ben 3 ingressi veramente interessanti. Il primo fra tutti ad essere esplorato fu Il Diecipecora, una spaccatura allungata a ridosso di una piccola dolina, dove uno scivolo ghiacciato di una quindicina di metri dava accesso al primo grande ambiente della grotta. Un salone di 40 metri di altezza per venti di lunghezza. Alla sua base, una strettoia da accesso ad un tortuoso meandro lungo una trentina di metri che sfonda nella prima vera verticale di 8 metri, nel vuoto. Oltre, il meandro prosegue allargandosi in alcune stanze, poi ancora una strettoia e un p.10 scende diritto sopra ad un lago. L'emozione è alle stelle, ma si è fatto tardi e ci aspetta ora il difficile rientro prima che faccia notte.
Passano due weekend e siamo nuovamente sul posto, nel frattempo il meteo è stato decisamente avverso, ha nevicato parecchio e cancellato le nostre tracce. Si decide di allestire un campo interno presso il primo salone della grotta, li la temperatura dovrebbe essere intorno ai -5 gradi, ma meglio che fuori ..

... continua sotto ..

Considerazioni finali: è incredibile come sia possibile che questa fantastica grotta con il suo imponente ingresso sia rimasta celata fino ai giorni nostri . Probabilmente si deve imputare al fatto che il sito è circondato da una vera e propria difesa naturale data dalla fittissima vegetazione di arbusti di piccolo stazzo, inoltre non sono presenti sentieri particolarmente segnalati o strade. Le prospettive esplorative comunque rimangono ottime.

 
 

Non si ferma l'entusiasmo della squadra che sabato 20 dicembre, dopo quattro ore di cammino, raggiunge nuovamente l'ingresso della grotta. Carichi di materiale e di buone aspettative si comincia subito ad allestire il campo, mentre una seconda squadra è già al lavoro per rendere più umano l'ingresso al sottostante meandro: una "S" piuttosto tecnica in cui occorre modellarsi per passare. All'esterno il sole è calato e la temperatura è scesa di parecchi gradi sotto lo zero. Anche qui nella prima sala siamo a - 5° ed è impossibile lasciare indumenti umidi a terra senza ritrovarli dopo pochi minuti congelati e già saldati al suolo, anchesso completamente ghiacciato e molto pericoloso .. meglio girare con il caschetto! Siamo in 8 e già qulcuno comincia a chiedersi come faremo a stare tutti nel piccolo bivacco che stiamo allestendo. Una terza squadra di due persone è già scesa a guardare cosa c'è giù, oltre il lago, quando, le batterie che ci siamo portati per la disostruzione e l'armo cominciano già a dare problemi per via della bassa temperatura .. effettivamente a questo forse non avevamo pensato. Scattata qualche foto scendo assieme a Luca per raggiungere gli altri, meandro, pozzo, meandro, strettoia e pozzo per poi ritrovarci al lago. Purtroppo qui, la grotta, che si era aperta fino ad ora con tanta generosità, ha un restringimento e occorre disostruire per proseguire oltre, ma ne vale la pena, l'aria che ci arriva dalla fessura ne conferma il proseguimento. Visioniamo anche un camino e qualche altro passaggio in mezzo al fango, ma senza l'energia delle batterie purtroppo non potremo fare molto. Bagnati e infreddoliti quindi facciamo ritorno al campo dove Federico ci ha preparato dei colossali fagioli messicani e del tè caldo. Ora arriva la parte più dura .. sopravvivere alla friza fino al giorno successivo! Stesi e comodi nel bivacco, come si prevedeva ci si sta solo in tre, il resto quindi si sparpaglia nella sala cercando i posti meno ghiacciati. Tutto sommato comunque alla mattina c'eravamo ancora tutti e all'uscita ci attendeva inoltre una fantastica giornata di sole, che non abbiamo sprecato .. andando a scendere un paio di ingressi ancora non visti.

Ma torneremo certamente, meglio equipaggiati a lavorare anche a queste basse temperature ..


 

 

 

 

 

 

 

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