RESOCONTO


ESPLORAZIONI RALLENTATE
- RISCHIO CO2 -
RIMANGONO APERTE LE COLLABORAZIONI ESTERNE A CHIUNQUE ABBIA ESPERIENZA IN MERITO

(22-23 ottobre 2011)

Cronaca a cura di Fabio Bollini

Le ultime esplorazioni sono state indubbiamente molto coinvolgenti, non sono mancati gli imprevisti ai quali abbiamo dovuto fronteggiare non senza qualche rischio e che senz’altro ci hanno fatto crescere personalmente, ma anche le circostanze oggettivamente positive, con alcune intuizioni che ci favoriranno verosimilmente nella risoluzione delle problematiche relative allo svuotamento del 6° e 7° sifone.
Un esperienza forte quindi, che ha appassionato le 15 persone presenti. Le prime manovre, già collaudate più volte non hanno creato particolari problemi, arrivando così ad operare sul 5° sifone in una tempistica ragionevole . Sul posto sono state rimosse molte pietre in bilico ed è stata fissata alla parete poi una super pompa “manuale” (costata 700 euro!) grazie alla quale in meno di 45 minuti di pompaggio avevamo già reso fattibile il passaggio senza l’ausilio delle bombole.
Quando avevamo già l’esplorazione in tasca però è sorto un problema inaspettato, nello scivolo lungo una ventina di metri che arriva direttamente sul 5° infatti, si era accumulata talmente tanta CO2 che faticavamo il triplo per ogni nostra azione. Non vi era fumo, come in certe cavità prive di circolazione, ma l’aria era divenuta molto pesante e come per un alpinista faticavamo enormemente ad ogni movimento, con difficoltà di recupero. Nessun mal di testa però, solo affanno e stordimento. A quel punto siamo stati costretti ad arretrare rimandando l’esplorazione al giorno successivo e lasciando la grotta completamente aperta fino al fondo nella speranza che la situazione si normalizzasse senza la nostra presenza. Ma non è stato esattamente così, dodici ore dopo le condizioni erano leggermente migliorate ma il problema persisteva, così siamo usciti.

Questa esperienza ci deve far riflettere sulle problematiche dei sistemi chiusi, in questo caso compartimenti stagni resi tali dai sifoni. Ora la sfida sarà anche questa, dover far fronte anche a questo problema.

Come sempre per chi abbia voglia di partecipare a questa sfida sportiva, tecnica e scientifica, oltre che speleologica, le prossime operazioni sono fissate per il weekend del 19-20 novembre 2011

Hanno partecipato: Alessandro Dolci, Fabio Bollini, Massimo Bollati, Giuseppe Gambelli, Veronica Pierpaoli, Giovanni Palombini, Cinzia Rossi, Andrea Bonci, Serena Bini, Roberto Sola, Mariangela Parmeggiani, Diego Gaeta, Lino Bedini, Maria Pia Pozzi, Monia Bramucci.

Relazione Tecnica a cura di Massimo Bollati

Nonostante nei due giorni precedenti fossero caduti circa 37 mm di pioggia il regime idrico della grotta è rimasto immutato.
Il livello del terzo sifone era cresciuto sino a chiudere il passaggio, tuttavia in 20 giorni il livello dell'acqua non aveva raggiunto nemmeno la strettoia, posizionandosi a circa metà galleria.
Il livello del 5 sifone era immutato come le volte precedenti.
E' stato messo in sicura tutto lo scivolo del 5 sifone che è stato attrezzato con una "corda a nodi", successivamente è stata piazzata una pompa manuale a pistoni con prevalenza di circa 30 mt.
L' altezza dello scivolo del 5 sifone non permette lo svuotamento naturale per caduta.
Parallelamente è stata stesa la linea telefonica e realizzata una postazione telefonica nerl punto alto dello scivolo del 5 sifone, piazzato un tubo da 50 mm della lunghezza di 50 mt per convogliare le acque del 5 nel 3 sifone.

Appena stabiliti i collegamenti con gli speleologi disposti nei punti chiave per il controllo dei livelli dei vari sifoni è iniziata la fase del pompaggio dell'acqua dal 5 e, in meno di 45', il pelo libero era già 2-3 cm sotto la volta.
Grazie all'efficienza del sistema di comunicazione ed al perfetto coordinamento della squadra le acque sono state spostate dal 5 al 3, dal 3 al 2 e gestite "in automatico" dal sistema di autosvuotamento del 1.

Decidiamo di abbassare il livello del sifone di almeno 50 cm per avere un margine di sicurezza ragionevole che ci consentisse di risalire sino al 6 e provare ad innescarlo per caduta.
Durante la fase di pompaggio, nonostante gli avvicendamenti, non si riesce a pompare senza andare in affanno, poi l'affanno persiste anche nelle fasi di riposo e, alla fine, non si riesce quasi a parlare: è l'anidride carbonica!!

Conosciamo già questi effetti per precedenti esperienze e i primi dubbi vengono fugati dal rapido peggioramento della situazione, quella poca fatica che richiede la salita dello scivolo è quasi ingestibile e, l'ultimoa salire, è costretto a fermarsi più volte, allertare i compagni e liberarsi delo zaino.
In cima allo scivolo gli effetti della CO2 cessano e con essi anche la nostra esplorazione.
Il giorno successivo, sperando in un miglioramento, riproviamo a pompare ma dopo pochi minuti ci risiamo: il respiro si fà pesante.
Decidiamo di uscire e spendere quel che rimane della giornata per pianificare i prossimi interventi.




 

 

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