RESOCONTO


COMUNICARE VIA RADIO "IN GROTTA"

(3 dicembre 2011)

- Il sistema CSR -

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Cronaca a cura di Fabio Bollini

Nell’ambito del progetto GIANA EXPLORA è stato testato sabato 3 dicembre 2011 il nuovissimo sistema sperimentale “CSR” (dall’amico e genio Fabrizio Marincola che l’ha ideato). Con nuovi accorgimenti e la stesura di un semplice e nuovo tipo di cavo, molto economico fra l’altro, il risultato è stato superiore alle aspettative persino per lo stesso inventore/realizzatore.

Le esigenze esplorative all’interno della grotta necessitavano di un nuovo e più efficace sistema di comunicazione sia per velocizzare le operazioni di svuotamento dei sifoni e sia per aumentare la  sicurezza degli speleo in esplorazione (la CO2 è sempre in agguato).
Leggendo le pagine web del Circolo Speleologico Romano abbiamo trovato un articolo tecnico riguardante un sistema di telecomunicazioni ipogee molto semplice ma veramente innovativo. L’autore Fabrizio Marincola, interpellato, ha subito dato la sua disponibilità per continuare la sperimentazione nell’ambito del progetto GIANA EXPLORA.
Fabrizio ha saputo coniugare la sua vecchia passione di tecnico-radioamatore con la nuova e luccicante passione di “novello speleologo”. Di seguito riportiamo l’articolo da lui scritto tempo fa per la rivista “Protezione Civile” che spiega in maniera esaustiva il funzionamento di questo sistema di telecomunicazioni in fonia in ambiente ipogeo e descritto dall’autore nel 2007 a Trevi nel Lazio, durante il IV convegno della Federazione speleologica del Lazio.

ARTICOLO

Così è stato nuovamente  testato il sistema sperimentale di telecomunicazioni in grotta, battezzato dal Circolo Speleologico Romano “CSR: Comunicazioni Speleologiche Radiotrasmesse”.
Per mezzo di nuovi e semplici accorgimenti tecnici, è stato possibile migliorare notevolmente la performance del sistema. Al posto della vecchia e gloriosa piattina TV (ormai rara da trovare) usata come antenna, si è usato un semplice cavo coassiale TV da 75 Ω, acquistato su ebay ad un prezzo veramente contenuto (62€ per 600 metri) sfruttando la sua intrinseca qualità di irradiare “involontariamente” il segnale a noi utile. Questo tipo di cavo è normalmente usato nelle nostre abitazioni per la ricezione dei segnali del digitale terrestre TV e sat.
Per la sperimentazione sono stati stesi in grotta 300 metri di cavo-antenna e altri 300 si posizioneranno nelle prossime esplorazioni. Eseguite le dovute misure strumentali si cercherà di capire il limite di funzionamento del sistema.
Ecco alcune delle peculiarità del sistema CSR notate durante la sperimentazione:

  1. Non è più necessario il collegamento telefonico “punto-punto” da fuori a dentro la grotta usando il solito doppino telefonico;
  2. Steso il cavo-antenna per tutta la lunghezza della grotta e collegato al ponte radio, tutti parlano con tutti  in qualsiasi parte della grotta usando la propria radio palmare (modalità broadcast);
  3. E’ possibile usare l’auricolare e il laringofono o microfono a clip per avere le mani libere;
  4.  Con facili accorgimenti tecnici è possibile estendere la copertura radio per qualche chilometro al di fuori della grotta (geomorfologia del posto permettendo);
  5.  Il segnale è chiaro e senza il minimo disturbo;
  6.  Il segnale radio non presenta apprezzabili degradamenti quando il cavo-antenna è immerso nell’acqua o nel fango;
  7. Con facili accorgimenti tecnici è possibile usare il cavo-antenna contemporaneamente sia per le trasmissioni radio e sia per altri scopi (punto punto telefonico, trasmissioni immagini e tutti i segnali che possono transitare su un cavo TV di X lunghezza).

          Se venissero riscontrati durante le prossime sperimentazioni eventuali punti negativi del sistema si cercherà di risolverli ed i relativi risultati saranno  resi noti.
          Fabrizio ci tiene a precisare che non c’è nulla di inventato ex novo nel sistema CSR ma è creato da più sistemi di telecomunicazione noti, un po’ “shakerati” tra loro (a noi orgogliosi italici “l’arte di arrangiarsi” non manca).
          Progetto e realizzazione sono open source.

Hanno partecipato: Fabrizio Marincola, Cinzia Rossi, Fabio Bollini, Massimo Bollati, Diego Gaeta.

Relazione Tecnica a cura di Massimo Bollati

Inedita uscita di un solo giorno con molti obbiettivi e pochi partecipanti.
L’obbiettivo principale era quello di testare un rivoluzionario sistema di comunicazione sotterraneo ad onde radio.

Venerdì notte è stato “aperto” il primo sifone
Sabato mattina mentre si svuotava il 2 sifone è stato predisposto il ponte ripetitore da collocare all’esterno della grotta, è stato fissato un cartello che indica il pericolo di CO2 all’ingresso della grotta, piazzate delle istruzioni per il riinesco di emergenza dell’ s1 e sistemata la pompa modificata in accordo alle istruzioni stesse.
Una volta aperto anche l’ s2 è iniziata la lunga e faticosa disposizione del cavo/antenna del nuovo sistema di comunicazione.
E’ da precisare che al momento non vi era nessuna garanzia di funzionamento sulla lunga distanza ed anche il particolare cavo utilizzato non era mai stato testato, oltrettutto lo storico esperimento di Fabrizio Maricola con CSR aveva evidenziato dei limiti in caso di presenza d’acqua...qui il cavo in alcuni tratti era da piazzare inevitabilmente sott’acqua!

La prima verifica è stata fatta prima dell’ s1: tutto ok, segnale ottimo ma eravamo solo ad una quarantina di metri dall’ingresso.
Arrivati l s2 abbiamo piazzato le istruzioni per il riinesco di emergenza del s2. Queste istruzioni sono state stampate su carta sintetica imputrescibile ed inserite in una copertina di plastica trasparente.
Poco prima dell’ s2 finisce la prima matassa da 100 mt del cavo/antenna, facciamo un’altro test e rileviamo con soddisfazione che il segnale non è degrado affatto.
Per unire i cavi il nostro Fabrizio ha pensato a tutto: giunzioni F protette con guaina termorestrigente, nastro autoamalgamante, nastro pvc e stucco plastico!
la seconda matassa, a 200 mt dall’ingresso, termina proprio dopo la strettoia del terzo sifone in un punto stretto e bagnato: è la legge della Murphy, Fabrizio avevo previsto anche questo.

Nel s3 il cavo è frequentemente immerso, non avrebbe molto senso evitare a tutti i costi il contatto con l’acqua quando in pochi giorni il livello salirà sommergendolo per diverse decine di metri.
Arrivati sopra lo scivolo del s5 laciamo la matassa e facciamo l’ultima prova: nessun segno di degrado del segnale, sembra impossibile!
Al ritorno abbiamo realizzato il sistema di autosvuotamento del s3 e tagliato il tubo in eccedenza.
Il regime idrico della grotta è ancora ai minimi storici, il terzo sifone dopo 15 giorni non si era ancora chiuso.

 


 

 

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