W LE DONNE
Grigna

 
Assieme all'amico Mau lungo gli ultimi metri del fangosissimo meandrino terminale del fondo Belfangor

Resoconto campo interno 2-3-4 giugno 2011

Gli obiettivi del campo esplorativo di giugno erano molteplici: dalla disostruzione di un cunicolo a – 1130 circa (oltre il passaggio allagato di Puciowskj) al riarmo del fangosissimo fondo di “Belfangor”, dove ci sarebbe stato da rilevare e dare un'occhiata su possibili prosecuzioni.

Siamo in quattro, io, Mau e i due super esperti conoscitori della grotta, Andrea Maconi e Alessandro Rinaldi (Alex) che dirigono le esplorazioni. Dopo tre ore di avvicinamento, nel primo pomeriggio di giovedì  siamo già impegnati con gli angusti meandri iniziali di W le donne; che in condizioni normali non sarebbero nulla di ché, ma stracarichi come siamo, con due sacchi a testa e un saccone XXL che ho preferito portare per non dover averne due risultano piuttosto scomodi.

Speditamente però scendiamo poi le incredibili verticali della grotta per precipitarci al campo base di – 900 , mangiare qualcosa e infilarci nei sacchi a pelo.

Al risveglio siamo pronti per la punta, mi infilo la muta da 3mm (gli altri hanno le mute stagne) e iniziamo la discesa verso Puciowskj, ma già nei pressi della giunzione con Kinder Brioschi (la congiunzione più profonda d’Italia – 910) ci accorgiamo che il regime idrico è troppo elevato e, riflettendo sulle condizioni meteo non proprio favorevoli, con probabili temporali, si valuta di concentrarci altrove, ed esattamente sul fondo di Belfangor (-1030).

Si torna quindi al campo e risistemato il materiale nei sacchi, iniziamo la discesa di un piccolo torrente che perde dislivello con una sequenza di verticali non più alte di una dozzina di metri. La progressione da un certo momento in poi avviene armando e rilevando.

Secondo le vecchie relazioni dovremmo individuare nei pressi del fondo un fangoso meandrino e infatti dopo l’ennesimo salto, alcuni passaggini piuttosto infangati sotto ad una grossa frana ci conducono nel meandro terminale che entra nell’ultimo ambiente. Oltre, il torrente si perde in restringimenti ancora insuperati, ma intuiamo che sopra alla frana potrebbe esserci un by-pass, ma sarà per la prossima volta.

Ritorniamo così sui nostri passi e mentre io torno al campo, gli altri decidono di scaricare le batterie del trapano andando a finire di allargare una strettoia lungo una diramazione laterale di Belfangor. Dopo esserci rifocillati e riposati poi, sabato pomeriggio incominciamo la lunga risalita che in nottata ci riporterà ad affacciarci dalla cresta di W le donne, sul bellissimo lago di Lecco.

Un grazie di cuore agli amici che ci hanno permesso questo fantastico viaggio nel cuore della Grigna e dentro una grotta che sicuramente in futuro farà ancora parlare di lei.

 

 

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