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- a cura di Fabio Bollini

IL SOGNO DI PIETRA

Bisogna meritarselo.. il Catria. E' stato un amore a prima vista, la montagna delle montagne avare per eccellenza, lusingata da molti e spiata sempre e solo troppo poco aveva sempre esercitato in me sin dalla prima volta un grande fascino. E' il solito seducente stimolo, che spinge a voler spiegare problemi ancora irrisolti che mi ha portato fin quà, tenendo duro due anni, assieme a pochi amici sognatori scendendo a -68 mt. all' Abisso Belfagor.

Ma oggi è diverso, una nuova scoperta ci proietta come un raggio di luce direttamente nel cuore del Catria, sulle tracce del grande mistero che avvolge da sempre questa montagna ..

16 febbraio 2008
Le condizioni erano perfette (15 gradi sotto zero) e in una fortunosa e solitaria battuta mi imbatto in quello che diventerà uno degli ingressi più interessanti, a 1696 mt. di quota, a soli 5 metri di dislivello dalla vetta (1701) esattamente dietro l'anticima, un foro su manto nevoso attira la mia attenzione .. E come fosse un uovo che si schiude al vertice della sua sommità, custodendo un segreto antico come lei, il Catria si scopre in tutta la sua potenzialità .. Una scia di vapore avvistata già da lontano diffonde un luminoso messaggio, per uno speleologo facile da decifrare, una considerevole cortina di fumo infatti fuoriesce da una piccola fenditura creando una condensa che solo una grotta che si spinge in profondità può fare.

Mi sembra di oltrepassare un confine, valicare un limite che forse era solo nella mia mente, ma non sto sognando, mi avvicino al passaggio, sposto qualche pietra e sporgendomi ne lancio una nell'abisso.. Vi assicuro che il suono che ho sentito dopo è valso tutte le fatiche, ora già dimenticate, di questi anni, passati a cercare e ricercare in lungo e in largo su queste creste fratturate un passaggio segreto che ci conducesse finalmente nel nostro sogno di pietra.

Un ingresso assolutamente inverosimile, in cima alla montagna, per quello che diventerà semplicemente l' Abisso Cani Sciolti! (Catasto: 762 MA PU)

* Vista l'apertura della voragine, apertosi naturalmente per un cedimento del terreno, onde evitare che qualcuno involontariamente vi finisse dentro, abbiamo provveduto a mettere in sicurezza l'entrata della grotta, che scende verticale, con una piccola grata di tubi innocenti.

Coordinate: (datum WGS 84)
N 43°27' 36.0" EO 12°42' 16.0" quota:1696 mt.


Descrizione della cavità
La grotta è tuttora in fase di esplorazione, un esplorazione lenta e cauta data la sua natura; l 'ingresso infatti è una frattura articolata posta al contatto fra maiolica e calcari diasprini. Superati i primi metri, sono state necessarie all'interno opere di sostegno della volta e delle pareti, mettendo in sicurezza così un accesso frantumato da ghiaccio e acqua che a queste quote permane ed erode fortemente.

Uno scivolo e un primo stretto passaggio ci portano ad approfondirci di qualche metro e continuando a traversare obliquamente verso dx si arriva ad una evidente "S" dove si notano i segni della recente disostruzione.
E' "Ground Zero" il primo e pericoloso pozzo di una dozzina di metri circa sul quale ci si affaccia, è una discesa che non lascia spazio a distrazioni, pietre in bilico e lame staccate dalle pareti infatti, fanno da cornice lungo la verticale. .. .. .. .. .. continua .. .. ..almeno speriamo .. .. (aggiornato al 2 maggio 2008)

Stanno partecipando alle esplorazioni:
Fabio Bollini
Andrea Bonci
Federico Bacilieri
Davide Profili
Giacomo Meglioli (Sectorello)

Francesca Bonci
Giovanni Sorella (Radio)

Flaviana Fava
Roberto Casagrande
Giorgio Bonci

A chi fosse interessato a dare una mano può tranquillamente mettersi in contatto con noi: fbbollini@omniway.sm


L' avvicinamento
 
 
19 febbraio 2008
17 febbraio 2008
17 febbraio 2008

Le prime ricognizioni
 
17 febbraio 2008
19 febbraio 2008







 
Finalmente si entra ..
 





















 
 
 
 
 
 
 
 

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