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a cura di Fabio Bollini
UN LUNGO SCAVO (2003/2004)
Tre uomini dormono in una stretta tendina mono telo. Illuminata dalla luna a quota 1388 mt. una sottile protezione satura di brina indica che qui a novembre le condizioni meteorologiche non sono fra le migliori.
Quando però alle 9,00 l’aria si fa meno gelida e un timido raggio di sole attraversa la faggeta soprastante scrutando una vecchia piazzola di carbonai, qualcuno è già affaccendato nell’ accendere il fuoco per la colazione. Ormai ci siamo abituati, questa volta siamo su da una settimana, e fra poco dovremo scendere e tornare alla civiltà, prima di trasformarci davvero in dei cavernicoli.
Dev’ essere stato qualche qualche anno fa credo, che Francesca mi parlò di un vecchio buco scoperto negli anni 80 dall’amico Giuliano con forte circolazione d’aria e localizzato in prossimità della grossa faglia che divide la parte sommitale delle Balze degli Spicchi sul Monte Catria (Marche).
Da sempre sedotto da questa selvaggia montagna, stretta fra giganti ipogei che rispondono al nome di Frasassi e Monte Cucco, volli verificarne le potenzialità.
La grotta, allora un buco orizzontale largo pochi centimetri, fu disostruita inizialmente dal Gruppo Grotte Città di Senigallia fino ad una verticale di pochi metri che scende in un piccolo ambiente, che però intercetta uno stretto meandro soffiante. Decdemmo subito che valeva la pena tentare, la grossa frattura attigua, una decina di metri circa, faceva già fantasticare e per giunta, gli unici affioramenti di calcare massiccio erano li, a pochi metri. Attrezzammo un campo.

Due anni circa sono passati da allora e pochi sanno delle fatiche e della costanza avuti per allargare ben 15 mt. di uno stretto meandro largo quanto una mano e compatto come il ferro; ma che ai primi di agosto del 2004 l' angusto passaggio si gettò in un forma già vista e desiderata da tempo, un largo pozzo di una quarantina di metri.

Purtroppo alla fine della verticale, uno stretto passaggio dava adito a due distinti meandri, la scelta di orientarci sul ringiovanimento non si rilevò troppo fortunata. Infatti dopo altri mesi di lavoro l'ennesima verticale stringeva su se stessa e nel peggior modo possibile. Piuttosto demoralizzati abbandonammo per il momento gli scavi .. (continua sotto)
Coordinate: (datum WGS 84)
N 43°44' 93.0" EO 12°71' 16.3" quota:1388 mt.


INIZIO 2009 : Tornniamo nuovamente alla grotta per riarmarla, fare qualche foto e alcuni test sull'aria. Ci restava ancora da vedere una minuscola finestrella aerea sul p40 e così decidemmo di infilare li la nostra super sonda (auto-costruita) per verificarne eventuali prosecuzioni e vedere la circolazione. Entrambe diedero esito positivo e con un po di astuzia, nel giro di qualche ora, raggiungemmo finalmente la fatidica apertura. Visto che era troppo stretta per passarvi operammo subito con una massiccia disostruzione, per guadagnare infine un paio di ambienti (ramo del martello) fino al classico meandro stretto, da cui sembra provenire aria.
continua ..





lo stretto meandro che si getta nel p.40
 ----------------minatori per divertimento--------------------------gli avvicinamenti, carichi come muli
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